l'umbria che vogliamo

“Mettersi insieme è un inizio,
rimanere insieme è un progresso,
lavorare insieme è un successo”
(H. Ford)

L'obiettivo

L’Europa chiama i Paesi membri ad un cambio di rotta per i prossimi anni. Anche l’Italia, e quindi la nostra Umbria, si prepara a disegnare la nuova mappa del territorio nel rispetto dei 5 obiettivi previsti per l’assegnazione delle risorse pubbliche 2021-2027: i Fondi Strutturali e di Investimento Europei (Fondi SIE), in cui rientrano anche il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale FESR e il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale FEASR. La partita spesso si gioca su un campo che non ci vede diretti protagonisti, con scelte che ci vengono imposte dall’alto. Tutti noi, rappresentanti delle imprese e della società civile, vogliamo dare il nostro contributo alla costruzione di una nuova politica di coesione economica, sociale e territoriale, per un’Umbria più moderna e innovativa, più verde, più interconnessa, più inclusiva e più vicina ai suoi cittadini.

In virtù di questo, ci siamo impegnati nella costituzione di questo ‘think thank’ che ci porterà alla realizzazione di linee guida programmatiche da consegnare ai decisori politici per segnare la nuova strada verso “L’Umbria che vogliamo”.

I partner

Il think tank “L’Umbria che vogliamo” è ideato da CIA – Agricoltori Italiani Umbria, con la fondamentale partecipazione di:

Confcommmercio Umbria, Confesercenti Umbria, Confindustria Umbria, Confartigianato Umbria, CNA Umbria, LegaCoop Umbria, Anci Umbria, Associazione Konsumer, Centro per la difesa del cittadino Codici, Associazione Europea Consumatori Indipendenti (AECI), Associazione Italiana Assistenza Consumatore Europeo (AIACE).

Il modello

“L’Umbria che vogliamo” si avvale di un modello di sviluppo definito dagli economisti ‘bottom-up’, un approccio ‘dal basso verso l’alto’, basato sulla partecipazione e l’ascolto. Un modello che dà importanza alle singole parti del sistema territoriale umbro e le connette tra loro per avere una visione più grande e più forte, in grado di orientare il sistema locale e globale.

Punti di riferimento sono gli obiettivi previsti dai Fondi SIE e l’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite composta da 17 obiettivi (Sustainable Development Goals – SDGs) da raggiungere entro il 2030.  Accettiamo la sfida di impegnarci, partendo dalla nostra amata Umbria, in una strategia di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

The new agenda is a promise by leaders to all people everywhere. It is an agenda for people, to end poverty in all its forms – an agenda for the planet, our common home” (Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite).

Lo strumento

Come realizzare questo nuovo modello di sviluppo autocentrato?

Attraverso l’uso di più questionari che indagano a fondo su ciò che deve essere rivisto e ciò che dovrebbe garantire in futuro l’utilizzo dei Fondi Strutturali Europei.

Ogni questionario è un insieme strutturato di domande e relative categorie di risposta, definite a priori. L’intervistato risponderà a domande “chiuse”, ovvero si richiede di individuare tra le risposte presentate quella che più si avvicina alla propria posizione. I questionari saranno esclusivamente on line e, pertanto, facilmente fruibili dagli utenti attraverso l’uso di smartphone, tablet
e pc.

Hanno un linguaggio pertinente, preciso, rilevante e semplice da garantire la più ampia comprensione e partecipazione possibile. Il think thank prevede un primo questionario generale, definito “indagine pilota”, al quale seguiranno questionari tematici in base a 7 macro aree di riferimento.

le fasi

Primo step

Lo scorso gennaio 2019 è stato lanciato un questionario preliminare sulla PAC post 2020, esclusivamente per i produttori agricoli CIA Umbria. Il 30 marzo 2019, durante il convegno CIA ad AgriUmbria, nella sala Maschiella con oltre 400 presenti, sono stati presentati i dati raccolti. All’evento hanno partecipato il Professore Angelo Frascarelli dell’Università degli Studi di Perugia, l’On. Paolo De Castro, primo Vice Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, il Dr Carlo Pagliacci della Direzione generale per l’Agricoltura e Sviluppo rurale (DG AGRI) della Commissione Europea, Fernanda Cecchini Assessore regionale alle Politiche Agricole e l’On. Filippo Gallinella,  Presidente Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.

Secondo step

La seconda fase prevede l’elaborazione di un “questionario pilota” aperto a tutta la società civile. In questa fase è stato creato anche il sito internet www.lumbriachevogliamo.it, da cui si accede alla compilazione del questionario, che sarà on-line fino al 31 agosto 2019.

Verranno quindi presentati i risultati del questionario pilota, attraverso un evento ad hoc al quale parteciperanno tutti i partner.

 

Terzo step

La seconda fase prevede l’elaborazione di un “questionario pilota” aperto a tutta la società civile. In questa fase è stato creato anche il sito internet www.lumbriachevogliamo.it, da cui si accede alla compilazione del questionario, che sarà on-line fino al 31 agosto 2019.

Verranno quindi presentati i risultati del questionario pilota, attraverso un evento ad hoc al quale parteciperanno tutti i partner.

 

l'umbria che vogliamo

“Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso,

lavorare insieme è un successo” (H. Ford)

L'obiettivo

L’Europa chiama i Paesi membri ad un cambio di rotta per i prossimi anni. Anche l’Italia, e quindi la nostra Umbria, si prepara a disegnare la nuova mappa del territorio nel rispetto dei 5 obiettivi previsti per l’assegnazione delle risorse pubbliche 2021-2027: i Fondi Strutturali e di Investimento Europei (Fondi SIE), in cui rientrano anche il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale FESR e il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale FEASR. La partita spesso si gioca su un campo che non ci vede diretti protagonisti, con scelte che ci vengono imposte dall’alto. Tutti noi, rappresentanti delle imprese e della società civile, vogliamo dare il nostro contributo alla costruzione di una nuova politica di coesione economica, sociale e territoriale, per un’Umbria più moderna e innovativa, più verde, più interconnessa, più inclusiva e più vicina ai suoi cittadini.

In virtù di questo, ci siamo impegnati nella costituzione di questo ‘think thank’ che ci porterà alla realizzazione di linee guida programmatiche da consegnare ai decisori politici per segnare la nuova strada verso “L’Umbria che vogliamo”.
I partner

Il think tank “L’Umbria che vogliamo” è ideato da CIA – Agricoltori Italiani Umbria, con la fondamentale partecipazione di:

Confcommmercio Umbria, Confesercenti Umbria, Confindustria Umbria, Confartigianato Umbria, CNA Umbria, LegaCoop Umbria, Anci Umbria, Associazione Konsumer, Centro per la difesa del cittadino Codici, Associazione Europea Consumatori Indipendenti (AECI), Associazione Italiana Assistenza Consumatore Europeo (AIACE).

Il modello

 “L’Umbria che vogliamo” si avvale di un modello di sviluppo definito dagli economisti ‘bottom-up’, un approccio ‘dal basso verso l’alto’, basato sulla partecipazione e l’ascolto. Un modello che dà importanza alle singole parti del sistema territoriale umbro e le connette tra loro per avere una visione più grande e più forte, in grado di orientare il sistema locale e globale.

Punti di riferimento sono gli obiettivi previsti dai Fondi SIE e l’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite composta da 17 obiettivi (Sustainable Development Goals – SDGs) da raggiungere entro il 2030.  Accettiamo la sfida di impegnarci, partendo dalla nostra amata Umbria, in una strategia di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

The new agenda is a promise by leaders to all people everywhere. It is an agenda for people, to end poverty in all its forms – an agenda for the planet, our common home” (Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite)

Lo strumento

Come realizzare questo nuovo
modello di sviluppo autocentrato?

Attraverso l’uso di più questionari che indagano a fondo sul bisogno di riformare l’attuale modello PAC, per ridare allo strumento stesso un ruolo più efficace. Le risorse economiche in campo con gli aiuti diretti PAC e il Piano di Sviluppo Rurale (PSR) non devono servire per tutelare lo status di imprenditore agricolo, ma per migliorare la qualità della vita di tutti e lo sviluppo delle nostre aree rurali. Ecco perché tutti i soggetti economici dell’Umbria sono chiamati a farne parte.

Uno scopo che chiama tutti i soggetti economici dell’Umbria a fare la propria parte, con senso di responsabilità e grande impegno.

Le fasi

Primo step

Lo scorso gennaio 2019 è stato lanciato un questionario preliminare sulla PAC post 2020, esclusivamente per i produttori agricoli CIA Umbria. Il 30 marzo 2019, durante il convegno CIA ad AgriUmbria, nella sala Maschiella con oltre 400 presenti, sono stati presentati i dati raccolti. All’evento hanno partecipato il Professore Angelo Frascarelli dell’Università degli Studi di Perugia, l’On. Paolo De Castro, primo Vice Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, il Dr Carlo Pagliacci della Direzione generale per l’Agricoltura e Sviluppo rurale (DG AGRI) della Commissione Europea, Fernanda Cecchini Assessore regionale alle Politiche Agricole e l’On. Filippo Gallinella,  Presidente Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.

Secondo step

La seconda fase prevede l’elaborazione di un “questionario pilota” aperto a tutta la società civile. In questa fase è stato creato anche il sito internet www.lumbriachevogliamo.it, da cui si accede alla compilazione del questionario, che sarà on-line fino al 31 agosto 2019.

Verranno quindi presentati i risultati del questionario pilota, attraverso un evento ad hoc al quale parteciperanno tutti i partner.

Terzo step

La terza fase prevede l’ analisi dettagliata
delle criticità e dei punti di forza di 7 macro aree innovazione, ambiente, ricambio generazionale, turismo e cultura, e-democrazia, rete, sviluppo autocentrato.

Per ciascuna delle quali verrà realizzato un nuovo questionario, al termine del quale si terrà un evento per la presentazione dei dati raccolti e tavoli di lavoro di gruppo per scrivere, secondo l’ indirizzo ottenuto dalle indagini, le linee guida di ciascuna macro area.

Insieme, andranno a comporre il documento programmatico finale, ovvero la “Carta dell’Umbria che vogliamo” che verrà consegnata ai decisori politici.

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